La soluzione
- Il rendimento primario effettivo, di una qualsiasi rete di distribuzione dell’ acqua, può essere determinato in soli 7 - 9 giorni con la semplice registrazione della portata media notturna (fascia oraria 01:00 - 05:00).
- In acquedotti di media estensione (fino a 30.000 abitanti), ove non siano presenti grandi quantità di insediamenti industriali, la stima delle perdite può essere determinata in soli 4 giorni.
- L’ analisi della portata media notturna, rapportata alla portata media giornaliera, consente di stimare con una buona precisione (nell’ ordine +/- 2 - 3 %), la percentuale e l’ entità dell’ acqua dispersa.
Dalla stima oggettiva della percentuale delle perdite è possibile valutare il conseguente danno economico e pianificare successivamente gli interventi di riordino, implementando le più moderne metodologie di ricerca perdite, peraltro da anni elaborate dalle grandi Compagnie dell’ acqua Europee.

Il servizio offerto da Aulos
-
La Società AULOS fornisce un servizio completo ed integrato in tema di ricerca perdite dell’ acqua.
Il supporto tecnico operativo/comprende :
-
misure di portata per la determinazione del rendimento primario della rete (max 9 giorni)
-
assistenza operativa per l’ eventuale redazione di cartografie (qualora non disponibili)
-
studi di distrettualizzazione su cartografie fornite dal gestore della rete
-
verifiche in campo dei distretti designati (valvole di sezionamento / ascolto / manovrabilità)
-
misure di portata sui distretti e successiva analisi step/test sui sottod istretti
-
correlazione sui tratti di rete sospetti
-
elaborati e metodologie gestionali per il controllo permanente delle perdite di rete
L’ implementazione del metodo di distrettualizzazione della rete, per la ricerca delle perdite, è strategica per qualunque gestore che operi nel comparto del ciclo idrico integrato.
Gli investimenti sulla rete di distribuzione sono limitati allo studio della dislocazione e successiva realizzazione di “postazioni di misura” (semplici camerette contenenti tronchetti di tubazioni libere su tutta la circonferenza, per almeno 60 cm) e all’ eventuale avvicendamento delle valvole che non garantiscono una perfetta tenuta idraulica.
Il metodo consente di restringere e limitare a settori di rete circoscritti, le attività di “localizzazione delle perdite”, inoltre concentrando la “forza lavoro” sui distretti ove, a seguito di dati oggettivi misurati in campo, i volumi dell’ acqua dispersa risultano di maggiore entità. Un buon compromesso tra investimenti necessari e risultati potenzialmente conseguibili, soprattutto in relazione alla peculiare caratteristica di reiterabilità delle operazioni (misure, manovrabilità delle valvole, consultazione della cartografia, ecc)
Una volta realizzata la costituzione dei distretti i tempi tecnici di intervento sono estremamente celeri : dall’ analisi sistemica delle portate minime notturne è possibile individuare la zona ove si è verificata una rottura e successivamente intervenire in tempi rapidi, limitando i danni economici e/o gravi problematiche gestionali
In Italia il metodo di ricerca perdite dell’ acqua più diffuso è l’ “indagine a tappeto” su tutta la rete di distribuzione, con i classici strumenti elettroacustici (geofoni) e/o correlatori.
L’ attività di ricerca perdite viene solitamente affidata a terzi, con gare d’ appalto pianificate, di cadenza annuale, che interessano porzioni o aree di rete più o meno estese. Si tratta in breve di ripercorrere pedestremente il tracciato delle tubazioni e localizzare la perdita in relazione al rumore che genera.
L’ offerta al ribasso, sul prezzo unitario £ / km di tubazioni da sottoporre a indagine, costituisce l’ unico requisito e parametro per l’ aggiudicazione della gara.
Il metodo di ricerca perdite a tappeto su aree di rete più o meno vaste è troppo “semplificativo” ed “inadeguato” vista l’ “incommensurabilità” (economica e tecnica) del problema.
Vediamo alcuni aspetti critici del metodo di ricerca “a tappeto” :
1) Le aree o lunghezze di rete da sottoporre a ricerca sono programmate annualmente e nessuno, senza misure oggettive in campo, è in grado di determinare l’ entità del volume di acqua disperso nell’ area di rete in cui viene pianificata l’ attività. Effetti : si impegna con scarsa efficienza il tempo / lavoro in relazione ai volumi di acqua dispersi e potenzialmente recuperabili (scarsa redditività degli investimenti)
2) Tutte le campagne di ricerca perdite ripartono dallo stesso grado di indeterminatezza in cui sono terminate. Ogni campagna riparte da zero, ripercorrendo il tracciato delle tubazioni, confidando nella sola “sensibilità” dell’ operatore, con i soliti noti problemi (traffico, rumori esterni, scarsa conoscenza del tracciato, scarsa propensione a segnalare le perdite per le previste penali di errata localizzazione delle perdite)
3) La conoscenza della rete non viene valorizzata come patrimonio tecnico aziendale perché o l’ attività è affidata ad un operatore esterno all’ azienda o perché il metodo a tappeto non necessita di un’ approfondita consultazione della cartografia (trattandosi di ripercorrere il tracciato delle tubazioni)
4) In caso di accidentali cali di pressione/portata i tempi tecnici di intervento sono lunghi.
Il gap tecnologico/gestionale con le grandi Compagnie dell’ acqua Europee, potenziali concorrenti nel libero ad aperto mercato dei servizi di pubblica utilità del prossimo futuro, diventa penalizzante in relazione agli investimenti occorrenti per riordinare gli impianti e relativi risultati conseguibili.
-
- Visualizza il Case History Ricerca perdite Enigma

Il problema...